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Appalto pulizie Osp.Maggiore

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I sindacati confederali insorgono contro l'atteggiamento tenuto nei confronti dei lavoratori dalla cooperativa 'L'Operosa', che dall'1 aprile è subentrata alla 'Gamba facility management' nella gestione del servizio di pulizia all'ospedale Maggiore di Bologna. Un cambio d'appalto che si è rivelato dannoso per gli addetti alle pulizie, almeno secondo la Filcams-Cgil, la Fisascat-Cisl, e la Uiltrasporti, che in una nota congiunta chiedono di "riaprire un confronto serio per risolvere insieme le problematiche presenti nell'appalto", e chiamano in causa, considerate "le forti ricadute che la vertenza sta causando sul servizio", la direzione sanitaria del Maggiore, a cui chiedono un incontro "per metterla a conoscenza della situazione". La vicenda, ricostruiscono i sindacati, è iniziata con "l'incontro del 24 marzo per il confronto sul passaggio di 173 lavoratori", in cui 'L'Operosa', pur dichiarando "un esubero pari al 14%, si era detta disponibile a sottoscrivere un accordo dove si impegnava ad assumere tutti i lavoratori alle stesse condizioni maturate con la 'Gamba facility'". In quell'accordo i sindacati, per "mantenere l'occupazione, e nell'ottica di uno spirito collaborativo", avevano concesso all'azienda la possibilità, solo per aprile, di utilizzare lo strumento della banca ore (vale a dire l'accantonamento di un numero di ore extra lavorate rispetto al normale orario, che poi possono essere godute sotto forma di riposi compensativi o monetizzate, ndr), "a solo per le ore in negativo". Inoltre, gli stessi sindacati "si sono resi disponibili a valutare un possibile trasferimento di qualche lavoratore nell'appalto dell'ospedale Sant'Orsola-Malpighi, dove sempre 'L'Operosa' svolge il servizio di pulizie". Ma le cose non sono andate come ci si aspettava
In due assemblee tenute in aprile e all'inizio di maggio, però, le organizzazioni sindacali "hanno riscontrato che l'azienda ha usato lo strumento della banca ore con modalita' in completo contrasto con quanto stabilito dall'accordo di passaggio di appalto, e dal Contratto collettivo". E come se non bastasse, il 28 aprile 'L'Operosa' ha comunicato "l'avvio della procedura di licenziamento collettivo, dichiarando un esubero di 17 lavoratori". Il 17 maggio, in un nuovo incontro, l'azienda ha pero' dichiarato "a sorpresa" la disponibilità "al trasferimento di personale dal Maggiore al Sant'Orsola". A quel punto Filcams, Fisascat e Uiltrasporti hanno chiesto "l'annullamento della procedura di mobilita', rendendosi disponibili a discutere sul trasferimento, purchè sia volontario e tenga conto del domicilio dei lavoratori". In quest'ottica, i sindacati hanno chiesto "i dati sulla banca ore, l'elenco aggiornato del personale, e i dati delle ore di lavoro necessarie per fornire il servizio, sia al Maggiore che al Sant'Orsola". 'L'Operosa' ha rispettato il primo punto, annullando la procedura di mobilita' il 18 maggio, ma il 29 dello stesso mese ha invece "fornito dati incompleti e approssimativi", contestati dai sindacati che, "dopo attenta verifica", hanno constatato che l'esubero "ammonta, in unità di misura di ore lavorative, al 31,92%". A quel punto l'azienda "ha abbandonato il tavolo, dichiarando di voler prosegue unilateralmente al trasferimento dei lavoratori", e ad oggi, concludono i sindacati, tra le altre cose "continua unilateralmente ad usare la banca ore, modifica i turni senza preavviso, contatta i lavoratori 'privilegiando' gli iscritti ai sindacati, minacciandoli di licenziamento se non accettano il trasferimento, non applica una regolare turnazione". (Agenzia Dire) 



 


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