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E. Bassani nuovo segretario generale

Enrico Bassani è il nuovo segretario generale della Cisl Area metropolitana bolognese. E' quanto ha deciso, oggi, a Castel San Pietro Terme (Bo), a larga maggioranza, il Consiglio Generale del sindacato, alla presenza della segretaria generale nazionale, Annamaria Furlan e del segretario generale regionale, Filippo Pieri. 

Bolognese, 49 anni, sposato, laureato in Scienze politiche all’Alma Mater di Bologna,  Bassani ha all’attivo quasi 23 anni di lavoro ed impegno in Cisl. Vanta una consolidata esperienza nell’organizzazione:  partito come operatore sindacale nel 1997, ha poi guidato per 12 anni, come segretario generale, prima territoriale e poi metropolitano, la sigla del pubblico impiego. Nel 2017 passa al ruolo confederale, assumendo la carica di segretario organizzativo del territorio metropolitano.

Su proposta del nuovo segretario è stata eletta anche la segreteria. Due riconferme: Alberto Schincaglia che assume il ruolo di segretario generale aggiunto e Fatima Mochrik.

Diversi i punti toccati dal nuovo segretario al Consiglio Generale, nel suo saluto, dopo l’elezione, ma soprattutto un fermo proposito dell’organizzazione per i prossimi mesi. “Una Cisl che guarda verso il futuro ma soprattutto un sindacato radicato nell’area metropolitana, con le porte aperte, pronto a dialogare con tutti ma con idee molto chiare sullo sviluppo del territorio. E’ arrivato il momento di passare dalla carta ai fatti, occorre puntare sulla realizzazione di progetti e di infrastrutture in tempi rapidi, così come occorre sviluppare, sempre più,  politiche di welfare inclusive anche attraverso la sussidiarietà, parole chiave per noi perchè nessuno deve rimanere indietro". 

“Non ci possiamo permettere - ha proseguito Bassani - di non ‘Ripartire dal lavoro’ come abbiamo detto nella nostra mobilitazione nazionale dello scorso 18 settembre. Ci impegneremo, quindi, in tal senso quando parteciperemo ai Tavoli istituzionali, così come sosterremo queste istanze con le attuali Amministrazioni locali e con quelle che si insiederanno nel prossimo periodo. Serve un patto sociale per il paese. Non vogliamo tornare indietro bensì vogliamo costruire un paese più giusto, più equo dove la dignità del lavoro sia davvero al centro delle scelte”.

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