170321_firma_2.jpg

Voucher/lav.occasionale posizioneCisl

Sullo strumento dei voucher si è scatenata una battaglia politica degna di miglior causa. È utile fare un po’ d’ordine. Intanto, le prestazioni occasionali, voucher o non voucher, esistono in natura, sono dato di fatto ineluttabile, riguardano attività isolate, spesso non prevedibili e programmabili. Scegliere di non regolarle significherebbe mettere la testa sotto la sabbia, per sprofondarle inevitabilmente nel sommerso, con l’indiretta accondiscendenza normativa.

Sono successe quattro cose in breve tempo.
1.- La Corte Costituzionale ha ammesso il referendum abrogativo dei voucher proposto dalla CGIL.
2.- Il governo con decreto legge n. 25/17 ha abrogato i voucher rendendo inutile la consultazione referendaria.
3.- Il Parlamento sta per introdurre una nuova regolamentazione del lavoro occasionale con la conversione in legge del decreto sulla manovra correttiva di bilancio, ora all’esame del Senato. Nascerebbe la nuova “Disciplina delle prestazionali occasionali. Libretto Famiglia”. Le nuove disposizioni istituirebbero se approvati definitivamente, due diversi strumenti operativi a seconda che l’utilizzatore sia un utilizzatore imprenditore, professionista pubblica amministrazione o privato cittadino.
4.- I promotori del referendum promettono battaglia, ritenendo scorretta la scelta del legislatore il quale, prima abroga i voucher al solo scopo strumentale di evitare il referendum per poi “riammetterli sotto mentite spoglie”.
Una precisazione sul quarto punto è dovuta: la sentenza della corte costituzionale, pur ammettendo il referendum abrogativo, non precludeva al legislatore la potestà di regolamentare diversamente le prestazioni di lavoro occasionale, anzi espressamente la Corte costituzionale dice che: ”il lavoro occasionale deve trovare obbligatoriamente una disciplina normativa”. (sentenza n.28 del 2017).

Le domande da farsi a nostro giudizio sono soprattutto due:

1.L’abrogazione totale del lavoro accessorio (il primo intervento del governo) è stata giusta?
2.La nuova regolamentazione del lavoro occasionale (il secondo intervento governativo) tutelerà i lavoratori impegnati in lavori occasionali e saltuari?

Alla prima domanda, la Cisl rispose negativamente sostenendo che la regolamentazione del lavoro accessorio andasse corretta e non soppressa. È necessario uno strumento che consenta la regolarizzazione di situazioni altrimenti condannate a scivolare nel sommerso (come ad esempio piccoli e saltuari lavori domestici). E tuttavia la Cisl fu contraria all’allargamento dell’utilizzo dei voucher a tutti i settori produttivi come avvenuto nel 2015. La Cisl ha da sempre sostenuto che bisognasse ritornare alla legge Biagi, riconducendo i voucher a caratteristiche di eccezionalità. Se riportati ai confini originari, i voucher possono essere uno strumento per far emergere dal nero alcuni lavori caratterizzati da effettiva saltuarietà.
Sulla seconda domanda, “la nuova regolamentazione tutelerà i lavoratori occasionali?”. Ebbene Il “nuovo lavoro occasionale” viene circoscritto ad aziende che non superano i 5 dipendenti ed entro un massimale di 5.000 euro per ciascun datore di lavoro, si esclude il contratto di lavoro occasionale nel settore dell’edilizia ma non in quello agricolo. Se ci fosse stato un confronto sereno e costruttivo con i sindacati e le rappresentanze d’impresa, si sarebbe potuto fare meglio. In conclusione, il governo è intervenuto in tutta fretta si è mosso sulla base di tatticismi politici ed ha saltato un serio confronto preventivo col sindacato.
Fatta questa ricostruzione rapida di fatti recenti, pensiamo che non sia la riforma del lavoro occasionale la priorità delle priorità.

Tutt’al più sarebbe utile ed urgente, riformare radicalmente il sistema dei tirocini, che troppo spesso sono utilizzati come forma di sfruttamento vero e proprio, soprattutto nei confronti dei giovani. Bisogna fare di più per estendere e qualificare l’alternanza scuola lavoro, decidendo che lavoro e formazione hanno la stessa dignità. Puntare di più sull’apprendistato quale modalità più efficace ed equa per l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Garantire a tutti la possibilità di certificare le competenze professionali comunque acquisite e possedute, per arricchire i curricula e promuovere così le persone nelle transizioni tra scuola e lavoro, da un impiego all’altro, ma anche per rendere più stabile il loro posto di lavoro.
Su questo fronte, va creata più condivisione progettuale tra regioni, enti locali, scuola, università, enti di formazione professionale, imprese e sindacati, costruendo reti territoriali efficaci, i cui attori condividono scelte, decisioni, responsabilità, risorse e risultati, per accompagnare i giovani al lavoro e con loro introdurre quella indispensabile innovazione che serve alle imprese ed alla società nel suo complesso.

Qui, in allegato, un nostro elaborato che ha lo scopo di riassumere quanto è accaduto in materia negli ultimi mesi e nello stesso tempo riproporre quella che è sempre stata la posizione della CISL sull’argomento.
Le pagine centrali contengono il quadro sinottico predisposto nei giorni scorsi dal dipartimento confederale della Cisl nazionale, che descrive il prima ed il dopo della regolamentazione del lavoro occasionale, con un nostro aggiornamento, mentre la prima ed ultima pagina, sono state interamente elaborate dalla struttura regionale. (www.cislemiliaromagna.it

  pdf Lavoro occasionale e voucher (1.29 MB)



 


Sito realizzato da
QuoLAB | Web Agency Bologna